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⚖️ Normative e responsabilità

Smarrimento, ritrovamento e cosa fare quando si trova un animale

Quando un animale scompare, agire rapidamente e seguire le procedure corrette aumenta le possibilità di riportarlo a casa; quando ne troviamo uno, il primo obiettivo deve essere verificare se qualcuno lo sta già cercando

AdottaCuccioli.it · Pubblicato il · Aggiornato il · 13 min di lettura

#legge
Smarrimento, ritrovamento e cosa fare quando si trova un animale

Perdere un cane o un gatto è una delle situazioni più difficili che possano capitare a chi vive con un animale.

Una porta rimasta aperta, un cancello non chiuso correttamente, un rumore improvviso, una fuga durante un viaggio o una circostanza completamente inattesa possono essere sufficienti.

Nelle prime ore è facile lasciarsi prendere dal panico.

Ma proprio in quel momento servono soprattutto rapidità, organizzazione e informazioni corrette.

Esiste poi la situazione opposta: siamo noi a incontrare un cane che vaga da solo oppure un gatto che sembra essersi perso.

Anche qui il primo impulso può essere quello di portarlo immediatamente a casa e considerarlo abbandonato.

Ma animale trovato, animale smarrito, animale vagante e animale abbandonato non sono necessariamente la stessa cosa.

Il Ministero della Salute, nelle proprie indicazioni, raccomanda per un cane vagante di avvicinarsi con prudenza, controllare l'eventuale presenza di medaglietta o altri elementi identificativi e segnalarne il ritrovamento alle autorità o al Servizio veterinario pubblico; per il gatto invita a verificare con particolare attenzione che sia effettivamente smarrito o abbandonato e non, per esempio, un gatto libero appartenente a una colonia.

C'è inoltre un elemento fondamentale: le procedure e soprattutto i termini entro i quali comunicare lo smarrimento possono essere disciplinati a livello regionale. Non esiste quindi un unico numero di giorni da indicare indiscriminatamente per tutta Italia. La legislazione regionale mostra infatti termini e procedure differenti.

La regola più prudente è molto più semplice:

se perdi il tuo animale, non aspettare la scadenza prevista dalla tua Regione. Attivati immediatamente.

1. Se il tuo animale scompare, agisci subito

Le prime ore possono essere estremamente importanti.

Non aspettare il giorno successivo pensando che probabilmente tornerà da solo.

Inizia immediatamente a controllare l'area nella quale l'animale è stato visto l'ultima volta.

Verifica casa, giardino, garage, cantine, cortili, scale, edifici vicini e tutti i possibili punti nei quali potrebbe essersi nascosto.

Se il cane è fuggito durante una passeggiata, ricostruisci il punto esatto e la direzione nella quale si è allontanato.

Se si tratta di un gatto, non dare per scontato che abbia percorso chilometri.

La ricerca deve partire dal luogo della scomparsa, non da Internet.

2. Cerca con metodo, non soltanto chiamando il suo nome

Muoviti nell'area circostante.

Porta con te una fotografia recente.

Chiedi a vicini, negozianti, persone che passeggiano abitualmente nella zona e attività aperte nelle vicinanze.

Controlla luoghi riparati e poco visibili.

Un animale spaventato può non comportarsi come fa normalmente a casa.

Potrebbe non avvicinarsi immediatamente nemmeno a una persona conosciuta.

Per questo urlare continuamente il suo nome, inseguirlo o creare confusione non è necessariamente la strategia migliore.

Quando troviamo una traccia concreta, dobbiamo adattare la ricerca al comportamento dell'animale.

3. Cane e gatto possono comportarsi in maniera molto diversa

Un cane può percorrere rapidamente distanze considerevoli, soprattutto se continua a muoversi dopo la fuga.

Un gatto smarrito può invece rimanere nascosto molto vicino al punto dal quale è uscito, specialmente quando si trova improvvisamente in un ambiente che non conosce.

Controlliamo quindi con attenzione garage, sottoscala, cespugli, cortili, depositi e altri nascondigli compatibili con la situazione.

Con il gatto può essere utile cercare anche nelle ore più tranquille, quando diminuiscono traffico, persone e rumori.

Non esiste una strategia identica per ogni animale: specie, carattere e circostanze della fuga devono guidare la ricerca.

4. Segnala ufficialmente lo smarrimento

La ricerca sul territorio non sostituisce gli adempimenti amministrativi.

Lo smarrimento deve essere comunicato secondo le procedure previste dalla normativa applicabile nel proprio territorio.

Servizio veterinario dell'azienda sanitaria e Polizia locale sono tra i riferimenti ricorrenti nelle discipline regionali, ma occorre verificare le modalità previste nella propria Regione. Per esempio, alcune leggi regionali prevedono espressamente la comunicazione all'autorità sanitaria e/o alla Polizia locale e stabiliscono termini specifici.

Questo è importante anche perché la segnalazione può essere collegata all'anagrafe e alle procedure utilizzate quando un animale viene successivamente recuperato.

La denuncia o segnalazione ufficiale non deve essere sostituita da un semplice post sui social.

5. I termini non sono identici in tutta Italia

Questo punto merita particolare attenzione.

Su Internet possiamo leggere:

“Hai tre giorni per denunciare lo smarrimento.”

Oppure:

“Hai cinque giorni.”

Entrambe le affermazioni possono derivare da norme realmente esistenti, ma riferite a territori diversi.

Esistono, per esempio, normative regionali che prevedono tre giorni e altre che prevedono cinque giorni.

Per una guida nazionale, quindi, la formulazione corretta non è indicare arbitrariamente un unico termine.

È:

segnala immediatamente lo smarrimento e verifica il termine e la procedura previsti dalla Regione competente.

6. Il microchip diventa uno strumento fondamentale

Il microchip non localizza l'animale.

Non è un GPS.

Ma quando un cane identificato viene recuperato, il codice del microchip può permettere di collegarlo ai dati presenti nell'anagrafe e quindi di risalire al responsabile attraverso i soggetti autorizzati.

Il Ministero della Salute ricorda che per i cani l'identificazione mediante microchip e la contestuale iscrizione all'anagrafe costituiscono obblighi fondamentali del proprietario.

Il microchip non ci dice dove si trova il cane; può però dire a chi appartiene quando qualcuno lo trova.

7. Un microchip serve davvero soltanto se i dati sono corretti

Immaginiamo che il cane venga recuperato a cinquanta chilometri di distanza.

Il microchip viene letto.

Il codice viene trovato.

Ma il numero telefonico associato non è più quello utilizzato dal proprietario.

Oppure il cane risulta ancora collegato alla persona che lo possedeva anni prima.

L'identificazione ha comunque un enorme valore, ma il ricongiungimento può diventare più complicato.

Per questo i cambiamenti rilevanti devono essere comunicati secondo le procedure dell'anagrafe competente.

Aggiornare un numero telefonico può sembrare una formalità fino al giorno in cui quel numero diventa il modo per riportare il nostro animale a casa.

8. Anche una medaglietta può essere molto utile

Microchip e medaglietta non svolgono esattamente la stessa funzione.

La medaglietta può consentire a chi trova il cane di telefonarci immediatamente senza attendere la lettura del microchip.

Il microchip rappresenta invece un sistema identificativo strutturato e collegato all'anagrafe secondo la disciplina applicabile.

Le due cose possono quindi essere complementari.

Sulla medaglietta possiamo inserire uno o più recapiti utili evitando informazioni non necessarie.

Un sistema semplice e visibile può accelerare enormemente il primo contatto.

9. Contatta chi potrebbe intercettare l'animale

Oltre alla segnalazione prevista dalle procedure ufficiali, amplia la rete di persone informate.

Veterinari della zona.

Rifugi e strutture competenti.

Associazioni locali.

Volontari.

Negozi.

Vicini.

Persone che frequentano quotidianamente il quartiere.

Un animale può essere stato visto da qualcuno che non sa ancora che lo stiamo cercando.

Più persone possiedono informazioni corrette, maggiori sono le possibilità che un avvistamento ci raggiunga.

10. Prepara un annuncio realmente utile

Un buon annuncio di smarrimento dovrebbe essere immediatamente comprensibile.

Utilizza una fotografia recente e riconoscibile.

Indica:

nome dell'animale;

specie;

zona precisa della scomparsa;

data;

caratteristiche fisiche riconoscibili;

eventuali informazioni importanti sul comportamento;

uno o più recapiti.

Se l'animale è particolarmente pauroso, può essere utile specificare chiaramente di non inseguirlo e chiedere invece di comunicare posizione, ora e direzione dell'avvistamento.

Un annuncio efficace deve aiutare chi lo legge a riconoscere l'animale e sapere cosa fare.

11. Usa i social, ma in maniera organizzata

Gruppi locali e social network possono amplificare enormemente la ricerca.

Ma pubblicare ovunque informazioni differenti può generare confusione.

Mantieni un post principale aggiornato.

Correggi immediatamente eventuali errori.

Quando ricevi un avvistamento, annota luogo e ora.

Se l'animale viene ritrovato, aggiorna i post affinché le persone smettano di cercarlo.

Evita inoltre di pubblicare dati personali non necessari.

La condivisione funziona meglio quando l'informazione è precisa, aggiornata e verificabile.

12. Attenzione alle truffe durante la ricerca

La disperazione può renderci particolarmente vulnerabili.

Dopo aver pubblicato il nostro numero potremmo essere contattati da qualcuno che sostiene di avere trovato l'animale.

Prima di inviare denaro o fornire informazioni sensibili, chiediamo elementi che permettano di verificare l'affermazione.

Una fotografia recente dell'animale trovato o dettagli che non abbiamo pubblicato possono essere utili.

Non inviamo codici, credenziali o denaro semplicemente perché una persona sostiene di avere il nostro cane o gatto.

La fretta di ritrovarlo non deve impedirci di verificare con chi stiamo parlando.

13. Non smettere troppo presto di cercare

Alcuni animali vengono ritrovati rapidamente.

Altri dopo giorni o più tempo.

La mancanza di avvistamenti nelle prime ore non significa necessariamente che l'animale sia lontano.

Continua ad aggiornare le informazioni e a verificare le segnalazioni.

Rivaluta periodicamente la strategia sulla base degli elementi raccolti.

Finché non abbiamo informazioni certe, l'assenza di notizie non equivale a una risposta.

14. Se trovi un cane vagante, avvicinati con prudenza

Passiamo ora alla situazione opposta.

Vediamo un cane da solo.

Il primo obiettivo è evitare di trasformare un possibile salvataggio in un pericolo per noi, per il cane o per altre persone.

Il Ministero della Salute raccomanda di avvicinarsi con prudenza e mai in maniera diretta, controllando se l'animale presenti una medaglietta o altri elementi identificativi.

Un cane spaventato può mordere anche se normalmente non è aggressivo.

Se non possiamo avvicinarci in sicurezza, manteniamo una distanza adeguata e contattiamo i servizi competenti.

Aiutare non significa esporsi inutilmente a un rischio.

15. Se l'animale si trova sulla strada, la priorità è la sicurezza

Un cane che vaga su una carreggiata può rappresentare un pericolo immediato per sé e per la circolazione.

Il Ministero indica, quando il cane si trova sulla sede stradale o nelle immediate vicinanze e può creare un rischio, di contattare tempestivamente gli organi competenti per la sicurezza stradale o la Polizia locale, secondo il tipo di strada e il contesto.

Non fermiamo l'automobile in un punto pericoloso e non attraversiamo una strada trafficata senza valutare le condizioni.

Prima di aiutare l'animale dobbiamo evitare di creare un secondo incidente.

16. Segnala il ritrovamento

Trovare un cane non significa semplicemente poterlo portare a casa e considerarlo nostro.

Il Ministero della Salute indica la necessità di denunciare il ritrovamento di un cane vagante alle autorità o al Servizio veterinario pubblico.

Le modalità operative possono poi essere precisate dalla normativa regionale.

In alcune Regioni, per esempio, chi trova un cane deve comunicarlo alla struttura veterinaria competente o alla Polizia locale e fornire le informazioni necessarie al recupero.

Il primo obiettivo deve essere permettere al sistema di verificare se esiste già qualcuno che sta cercando quell'animale.

17. Fai verificare la presenza del microchip

Il microchip non è normalmente visibile dall'esterno.

Per leggerlo occorre un apposito dispositivo.

Un veterinario o i servizi competenti possono verificare la presenza del transponder e attivare le procedure previste per risalire al responsabile attraverso l'anagrafe.

Alcune discipline regionali prevedono espressamente che il veterinario al quale viene presentato un cane rinvenuto effettui la ricerca in anagrafe e si attivi, nel rispetto delle regole sui dati personali, per rintracciare il proprietario.

Un animale senza collare non è automaticamente un animale senza famiglia.

18. Non pubblicare liberamente i dati personali ricavati dall'anagrafe

L'anagrafe degli animali non deve essere trattata come un elenco telefonico pubblico.

L'accesso ai dati e il loro utilizzo devono rispettare le procedure previste e la normativa sulla protezione dei dati personali.

Se il microchip viene letto, lasciamo che veterinari e autorità utilizzino i canali previsti per contattare il responsabile.

Possiamo naturalmente pubblicare la fotografia dell'animale trovato e la zona del ritrovamento, facendo attenzione a non diffondere informazioni personali non necessarie.

Identificare il proprietario non significa rendere pubblici i suoi dati.

19. Un gatto trovato fuori casa richiede una valutazione ancora più prudente

Un gatto che cammina da solo non è necessariamente smarrito.

Potrebbe essere un gatto di proprietà abituato a uscire.

Potrebbe appartenere a una colonia felina.

Potrebbe essere un gatto libero regolarmente presente in quella zona.

Oppure potrebbe effettivamente essersi perso o essere stato abbandonato.

Il Ministero della Salute sottolinea proprio questa differenza e raccomanda di verificare attentamente la situazione prima di concludere che un gatto vagante sia smarrito o abbandonato.

Vedere un gatto senza una persona accanto non significa automaticamente trovarsi davanti a un'emergenza.

20. Osserva il contesto prima di spostare un gatto

Prima di portarlo altrove, quando non esiste un pericolo immediato, raccogli informazioni.

Chiedi alle persone della zona.

Verifica se il gatto è conosciuto.

Osserva se presenta segni evidenti di malessere o ferite.

Controlla se torna abitualmente nello stesso luogo.

Contatta, quando opportuno, servizi veterinari o volontari che conoscono le colonie presenti sul territorio.

La legge quadro nazionale riconosce e tutela i gatti che vivono in libertà e disciplina la gestione delle relative popolazioni; non possono quindi essere trattati automaticamente come animali senza alcuna collocazione.

Prima di “salvare” un gatto dobbiamo assicurarci di non allontanarlo semplicemente dal luogo nel quale vive.

21. Smarrito, vagante e abbandonato non sono sinonimi

Un animale smarrito può avere una famiglia che lo sta cercando proprio in quel momento.

Un animale vagante descrive innanzitutto una condizione nella quale viene trovato sul territorio e non dimostra da sola come vi sia arrivato.

Un animale abbandonato implica invece una condotta diversa e giuridicamente rilevante, che approfondiremo nella guida successiva.

Non possiamo stabilire con certezza l'abbandono soltanto guardando un cane senza collare sul ciglio della strada.

Prima si mette l'animale in sicurezza e si attivano le verifiche; poi si ricostruisce, quando possibile, ciò che è accaduto.

22. Se l'animale è ferito, la situazione cambia

Un animale ferito necessita di assistenza.

Avviciniamoci comunque con cautela: dolore e paura possono provocare reazioni difensive.

Il Ministero indica che, quando si tratta di un animale non di proprietà, occorre rivolgersi al Servizio veterinario pubblico territorialmente competente; per soccorsi in situazioni particolari, come animali bloccati in luoghi difficilmente accessibili, indica anche l'intervento dei Vigili del fuoco.

Se l'animale si trova sulla strada, dobbiamo contemporaneamente considerare la sicurezza della circolazione.

Un animale ferito va aiutato rapidamente, ma senza improvvisare manovre che possano peggiorare la situazione o mettere qualcuno in pericolo.

23. Trovare un animale non significa diventarne immediatamente proprietari

È comprensibile affezionarsi rapidamente a un animale trovato.

Potremmo pensare:

“Se nessuno era con lui, lo tengo io.”

Ma potrebbe essere stato smarrito pochi minuti prima.

Potrebbe essere identificato.

Potrebbe esistere già una segnalazione di scomparsa.

Oppure potrebbe rientrare nelle procedure pubbliche previste per gli animali vaganti.

La legge quadro nazionale prevede un sistema di recupero e gestione dei cani vaganti e contempla la restituzione al proprietario o detentore quando individuato.

Le normative regionali possono poi disciplinare recupero, custodia e successivo affidamento. In alcune Regioni, per esempio, la disponibilità del ritrovatore ad accogliere l'animale può essere presa in considerazione dopo gli accertamenti e attraverso la procedura prevista, non mediante una semplice appropriazione privata.

Prima cerchiamo la sua famiglia. Solo dopo, se ne ricorrono le condizioni, si può parlare di affidamento o adozione.

24. La prevenzione comincia molto prima dello smarrimento

La migliore ricerca è quella che non dobbiamo iniziare.

Controlliamo periodicamente cancelli, recinzioni, finestre, balconi e trasportini.

Durante gli spostamenti prestiamo particolare attenzione all'apertura delle portiere.

Per il cane rispettiamo gli obblighi di identificazione e registrazione.

Manteniamo aggiornati i recapiti secondo le procedure dell'anagrafe competente.

Conserviamo fotografie recenti e nitide dell'animale.

Possiamo utilizzare anche una medaglietta con un recapito facilmente leggibile.

Se il nostro animale tende a fuggire in determinate situazioni, interveniamo sulla causa e sulla gestione prima che accada.

La possibilità di ritrovare un animale dipende anche da ciò che abbiamo fatto quando era ancora tranquillamente accanto a noi.

Prima di chiederti “Dove sarà finito?”, concentrati su ciò che puoi fare adesso

Se hai perso il tuo cane o gatto, inizia immediatamente la ricerca nella zona della scomparsa.

Segnala lo smarrimento attraverso i canali previsti nel tuo territorio e verifica la procedura e i termini stabiliti dalla tua Regione.

Avvisa veterinari, strutture e realtà locali che potrebbero ricevere una segnalazione.

Prepara un annuncio chiaro con fotografia recente, luogo, data e recapito.

Utilizza social e gruppi territoriali senza sostituirli alla segnalazione ufficiale.

Se si tratta di un gatto, cerca con particolare attenzione anche molto vicino a casa e nei possibili nascondigli.

Mantieni aggiornati i recapiti collegati all'identificazione dell'animale.

Se invece trovi un cane o un gatto, non dare immediatamente per scontato che sia stato abbandonato.

Avvicinati soltanto se puoi farlo in sicurezza.

Controlla eventuale medaglietta.

Contatta i servizi competenti.

Fai verificare il microchip quando appropriato.

Se si tratta di un gatto, verifica che non sia un animale libero conosciuto nella zona o appartenente a una colonia.

Se è ferito o si trova in una situazione pericolosa, attiva rapidamente i servizi competenti.

E soprattutto non trasformare il ritrovamento in un'adozione improvvisata.

Da qualche parte potrebbe esserci una persona che, proprio in quel momento, sta percorrendo le strade chiamando il suo nome.

Quando un animale scompare, agire rapidamente e seguire le procedure corrette aumenta le possibilità di riportarlo a casa; quando ne troviamo uno, il primo obiettivo deve essere verificare se qualcuno lo sta già cercando.

❤️ Ogni animale ha una storia. A volte basta una segnalazione, una lettura del microchip o una persona che decide di non voltarsi dall'altra parte perché quella storia possa continuare a casa.

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