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⚖️ Normative e responsabilità

Morte dell’animale: adempimenti, sepoltura e gestione delle spoglie

Anche dopo la morte di un animale esistono responsabilità e procedure da rispettare: conoscere le possibilità disponibili permette di affrontare l’ultimo saluto nel rispetto della legge, della sicurezza sanitaria e del legame che abbiamo condiviso

AdottaCuccioli.it · Pubblicato il · Aggiornato il · 13 min di lettura

#legge
Morte dell’animale: adempimenti, sepoltura e gestione delle spoglie

La morte di un cane o di un gatto è uno dei momenti più difficili della vita insieme. Dopo anni di abitudini, cure e presenza quotidiana, può essere complicato occuparsi immediatamente anche degli aspetti pratici.

Eppure alcune decisioni devono essere prese proprio in quelle ore: cosa fare delle spoglie, a chi rivolgersi, se è possibile scegliere la cremazione o la sepoltura e quali comunicazioni devono essere effettuate.

In Italia non esiste una sola procedura identica in ogni territorio. Il quadro comprende la normativa europea sui sottoprodotti di origine animale, disposizioni nazionali e soprattutto norme regionali e locali che disciplinano aspetti come sepoltura e cimiteri per animali.

Il Regolamento europeo n. 1069/2009 classifica le carcasse degli animali da compagnia tra i materiali di categoria 1 e prevede, all'articolo 19, che l'autorità competente possa consentirne lo smaltimento mediante sotterramento. Questo però non equivale a un'autorizzazione generale a seppellire liberamente il proprio animale ovunque: condizioni e modalità concrete dipendono dalla disciplina applicabile sul territorio.

La prima regola è quindi:

non improvvisare. In caso di dubbio, il veterinario e i servizi veterinari territorialmente competenti sono i primi riferimenti per individuare la procedura corretta.

1. Cosa fare quando l'animale muore in casa

Se un cane o un gatto muore in casa, soprattutto quando la morte era attesa a causa dell'età o di una patologia già conosciuta, possiamo avere la tentazione di decidere immediatamente cosa fare delle spoglie.

È preferibile contattare il veterinario.

Potrà indicare quali passaggi siano necessari nel caso concreto e quali possibilità siano disponibili sul territorio.

Se invece la morte è improvvisa, inspiegabile o accompagnata da circostanze anomale, il confronto con il veterinario diventa ancora più importante.

Non tutte le morti devono essere trattate nello stesso modo.

Prima di scegliere la destinazione delle spoglie è importante conoscere, per quanto possibile, la situazione sanitaria dell'animale.

2. Quando la morte avviene presso il veterinario

Se l'animale muore in una clinica o in un ambulatorio veterinario, oppure viene sottoposto a eutanasia quando clinicamente e legalmente appropriato, la struttura potrà spiegare le possibilità disponibili per la gestione delle spoglie.

A seconda dei servizi presenti sul territorio, possono esserci diverse opzioni: conferimento attraverso il circuito autorizzato, cremazione, eventuale restituzione delle ceneri in caso di cremazione individuale o altre soluzioni consentite.

Prima di scegliere chiediamo chiaramente:

che tipo di servizio viene utilizzato;

se la cremazione sarà individuale o collettiva;

se le ceneri verranno restituite;

quali sono i costi;

quali documenti verranno consegnati.

In un momento emotivamente difficile abbiamo comunque diritto a informazioni chiare su ciò che accadrà alle spoglie del nostro animale.

3. La morte deve essere comunicata all'anagrafe?

Quando l'animale è registrato in un'anagrafe, il decesso deve essere gestito anche dal punto di vista amministrativo secondo le procedure applicabili.

Per i cani, in particolare, la registrazione anagrafica non dovrebbe rimanere indefinitamente attiva come se l'animale fosse ancora vivo.

Tempi, soggetti ai quali comunicare il decesso e modalità operative possono dipendere dalla disciplina regionale e dal sistema anagrafico utilizzato.

Il Ministero della Salute mantiene il sistema nazionale dell'Anagrafe degli Animali d'Affezione, alimentato dalle banche dati territoriali; la gestione concreta delle variazioni resta collegata ai sistemi e alle procedure competenti.

Dopo il decesso verifichiamo sempre come registrare correttamente la cessazione nell'anagrafe competente.

4. Il microchip non è un oggetto da recuperare come ricordo

Il microchip è un dispositivo identificativo impiantato sottocute.

Non dobbiamo tentare di estrarlo personalmente dal corpo dell'animale.

La gestione dell'identificazione e delle spoglie segue le procedure previste dal percorso scelto.

Ciò che conta dal punto di vista amministrativo è che il decesso venga correttamente registrato quando previsto, affinché l'identificativo non continui a corrispondere a un animale risultante vivo.

Il ricordo dell'animale non richiede la rimozione del microchip.

5. La cremazione è una delle possibilità

La cremazione è oggi una delle soluzioni scelte più frequentemente dalle famiglie.

Ma la parola “cremazione” può indicare servizi differenti.

La distinzione più importante è generalmente quella tra cremazione individuale e cremazione collettiva.

Nel primo caso le spoglie dell'animale vengono trattate separatamente secondo il servizio offerto, consentendo la restituzione delle relative ceneri.

Nella cremazione collettiva vengono invece trattati più animali e normalmente non è possibile ottenere le ceneri individualmente attribuibili al proprio animale.

Le strutture e gli impianti devono operare nel rispetto della disciplina sanitaria applicabile.

Se desideriamo conservare le ceneri, dobbiamo chiedere esplicitamente un servizio che ne preveda la restituzione individuale.

6. Cremazione individuale: cosa chiedere

Non fermiamoci alla semplice espressione “cremazione privata”.

Chiediamo esattamente quale servizio viene offerto.

È una cremazione realmente individuale?

Le ceneri saranno restituite?

In quale contenitore?

È prevista documentazione?

Chi effettua il trasporto delle spoglie?

Qual è l'impianto utilizzato?

Quanto tempo occorre?

Le normative regionali sui cimiteri e sui servizi funerari per animali mostrano che possono essere previste procedure specifiche per identificazione delle spoglie, registrazione, incenerimento e consegna delle ceneri. In alcune discipline regionali è espressamente prevista la consegna ai proprietari delle ceneri contenute e identificate secondo le modalità stabilite.

La scelta consapevole nasce da informazioni precise, non soltanto dal nome commerciale del servizio.

7. La cremazione collettiva

La cremazione collettiva può essere una soluzione più semplice e generalmente meno costosa.

La differenza fondamentale è che non dobbiamo aspettarci la restituzione delle ceneri individuali del nostro animale.

Per alcune persone questo non rappresenta un problema.

Per altre la possibilità di conservare un'urna costituisce invece una parte importante dell'elaborazione del distacco.

Non esiste una scelta emotivamente “migliore” per tutti.

Esiste quella compatibile con le nostre esigenze e con le possibilità legalmente disponibili.

Prima di autorizzare il servizio, dobbiamo sapere se le ceneri torneranno oppure no.

8. Posso conservare le ceneri a casa?

La disciplina concreta deve essere verificata nel territorio interessato, ma esistono normative regionali che contemplano espressamente la possibilità di consegnare l'urna al proprietario e conservarla fuori dal cimitero per animali.

Questo dimostra perché è importante non confondere le regole relative alle spoglie non cremate con quelle relative alle ceneri.

Un'urna può essere conservata come ricordo, quando la normativa e il servizio utilizzato lo consentono.

Possiamo poi scegliere un luogo discreto della casa, una fotografia, una targhetta o un piccolo spazio dedicato.

Il ricordo non deve necessariamente coincidere con un luogo di sepoltura.

9. Posso seppellire il cane o il gatto nel mio terreno?

Questa domanda richiede particolare prudenza.

La risposta corretta per una guida nazionale non è semplicemente:

“Sì.”

Il Regolamento europeo n. 1069/2009 prevede che l'autorità competente possa consentire il sotterramento degli animali da compagnia.

Sono poi le disposizioni territoriali a stabilire concretamente dove, come e a quali condizioni questo sia possibile.

Alcune normative regionali prevedono l'inumazione in aree cimiteriali dedicate oppure in siti situati in zona agricola o comunque ritenuti idonei dall'autorità competente, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle indicazioni dell'ASL.

Possedere un terreno non significa automaticamente poterci seppellire un animale senza ulteriori verifiche.

10. Perché esistono regole sulla sepoltura

Non si tratta di burocrazia priva di significato.

Le spoglie sono materiale biologico.

Una sepoltura effettuata in un luogo inadatto può creare problemi sanitari o ambientali.

Bisogna considerare caratteristiche del terreno, presenza di acqua, eventuali vincoli, distanza da determinate aree e soprattutto la possibile presenza di malattie trasmissibili.

Le condizioni precise non devono essere inventate in una guida nazionale, perché possono dipendere dalla normativa territoriale.

La sepoltura deve rispettare sia il legame con l'animale sia la sicurezza sanitaria della comunità.

11. La causa della morte può cambiare completamente la procedura

Questo è un punto essenziale.

Se esiste il sospetto che l'animale sia morto a causa di una malattia infettiva o trasmissibile, non dobbiamo scegliere autonomamente la destinazione delle spoglie.

Alcune normative territoriali escludono espressamente determinate spoglie dai normali servizi cimiteriali quando la morte deriva da malattie infettive diffusive, prevedendo il ricorso a impianti autorizzati.

In una situazione del genere bisogna seguire le indicazioni del veterinario e delle autorità sanitarie competenti.

Quando esiste un rischio sanitario, la scelta personale sulla destinazione delle spoglie passa in secondo piano rispetto alla tutela della salute.

12. Il certificato veterinario può essere necessario

Non esiste una formula unica da applicare indistintamente a qualsiasi situazione in tutta Italia.

Ma diverse normative territoriali prevedono un certificato veterinario per determinate modalità di trasporto, conferimento o sepoltura.

Per esempio, alcune discipline sui cimiteri per animali richiedono un certificato che indichi il Comune nel quale è avvenuto il decesso ed escluda la presenza di determinate malattie trasmissibili o soggette alle prescrizioni sanitarie applicabili.

Prima di trasportare personalmente le spoglie verso un cimitero o altro luogo, quindi, verifichiamo la procedura richiesta.

Non presumiamo che il corpo dell'animale possa essere trasportato e conferito ovunque come un normale bene personale.

13. I cimiteri per animali

In diverse parti d'Italia esistono cimiteri dedicati agli animali d'affezione.

Sono strutture nelle quali le spoglie o, a seconda dei servizi, le ceneri possono essere collocate secondo una disciplina organizzata.

Le regole relative ad autorizzazione, caratteristiche dell'area, registri, inumazione, esumazione e servizi disponibili possono essere stabilite dalla normativa regionale e locale.

Esistono, per esempio, discipline regionali che prevedono espressamente autorizzazioni comunali per l'istituzione dei cimiteri e certificazione veterinaria per il conferimento delle spoglie.

Un cimitero per animali non è semplicemente un terreno nel quale vengono realizzate tombe: è una struttura soggetta alle regole applicabili.

14. Come scegliere una struttura

In un momento delicato è facile affidarsi alla prima proposta ricevuta.

È invece ragionevole chiedere alcune informazioni.

La struttura è autorizzata per l'attività svolta?

Come vengono identificate le spoglie?

Chi effettua il trasporto?

Quale documentazione viene rilasciata?

Quanto dura l'eventuale concessione della sepoltura?

Cosa succede alla scadenza?

Sono ammessi fiori, fotografie o piccoli monumenti?

È possibile visitare il luogo?

Le risposte permettono di evitare incomprensioni successive.

Il rispetto dell'animale comprende anche la scelta di servizi trasparenti e conformi alle regole.

15. Il trasporto delle spoglie non va improvvisato

Anche il trasporto può essere soggetto a condizioni sanitarie.

Le normative sui cimiteri per animali possono richiedere contenitori idonei a impedire la dispersione di liquidi e materiali biologici e la presenza della documentazione veterinaria prevista.

Questo significa che non è corretto suggerire genericamente:

“Avvolgilo in una coperta e portalo dove vuoi.”

Se dobbiamo trasferire le spoglie, chiediamo prima al veterinario, alla struttura di destinazione o al servizio competente come devono essere preparate e trasportate.

Anche l'ultimo viaggio dell'animale deve avvenire in condizioni appropriate.

16. Se l'animale muore durante un viaggio

La situazione può diventare più complessa se siamo lontani dal Comune o dalla Regione di residenza.

Non è prudente presumere di poter trasportare liberamente le spoglie per centinaia di chilometri fino a casa.

Contattiamo un veterinario nella località in cui ci troviamo.

Potrà aiutarci a individuare i servizi disponibili e le procedure sanitarie applicabili al trasporto, alla cremazione o all'eventuale sepoltura.

Se siamo all'estero, dobbiamo seguire la normativa del Paese nel quale è avvenuto il decesso e verificare separatamente le condizioni per un eventuale trasferimento internazionale delle spoglie o delle ceneri.

Quando cambia il territorio possono cambiare anche le regole applicabili.

17. Cosa fare se troviamo un animale morto

Trovare un cane o un gatto morto su una strada o in un luogo pubblico è diverso dalla morte del nostro animale.

Non dovremmo spostare le spoglie senza necessità, soprattutto se ci troviamo in una situazione potenzialmente pericolosa per la circolazione.

Segnaliamo la presenza dell'animale agli enti competenti sul territorio: a seconda del luogo e delle circostanze possono essere coinvolti Comune, Polizia Locale, servizi veterinari o soggetti incaricati della gestione della strada.

Se possiamo farlo in sicurezza, forniamo una posizione precisa e una descrizione dell'animale.

La presenza di microchip può consentire, attraverso i canali competenti, di identificarlo e informare una famiglia che magari lo sta cercando.

Anche un animale trovato morto può avere qualcuno che aspetta ancora il suo ritorno.

18. Un animale morto sulla carreggiata è anche un problema di sicurezza

Se le spoglie si trovano sulla strada, non mettiamoci in pericolo tentando di recuperarle in mezzo al traffico.

Una situazione del genere riguarda contemporaneamente il rispetto dell'animale e la sicurezza stradale.

Segnaliamo rapidamente il punto e, quando possibile, elementi utili come direzione di marcia, chilometro, uscita, strada o riferimento visibile.

Se l'animale è ancora vivo, naturalmente, la situazione cambia: bisogna attivare il soccorso appropriato e non trattarlo come una carcassa.

Prima di intervenire fisicamente dobbiamo assicurarci di non creare un secondo incidente.

19. Morte improvvisa o sospetta: non avere fretta di procedere alla cremazione

Se un animale giovane e apparentemente sano muore improvvisamente, oppure se esiste il sospetto di avvelenamento, trauma, malattia particolare o altra causa che potrebbe richiedere accertamenti, procedere immediatamente alla cremazione rende impossibili molti esami successivi.

Parliamone con il veterinario.

In determinati casi può essere indicato un esame post mortem o possono essere necessari ulteriori accertamenti.

Questo vale ancora di più quando esistono possibili implicazioni sanitarie o giuridiche.

Prima di rendere irreversibile la gestione delle spoglie, chiediamoci se sia necessario capire perché l'animale è morto.

20. Non utilizziamo soluzioni improvvisate per “smaltire” le spoglie

Le spoglie di un animale d'affezione non devono essere trattate come normali rifiuti domestici.

La normativa europea sui sottoprodotti di origine animale stabilisce un sistema specifico per raccolta e smaltimento e classifica le carcasse degli animali da compagnia tra i materiali soggetti a tale disciplina.

Non abbandoniamo il corpo in campagna.

Non lasciamolo accanto ai cassonetti.

Non utilizziamo luoghi pubblici per una sepoltura improvvisata.

Non ricorriamo a metodi domestici di distruzione.

Rispetto e legalità continuano anche dopo la morte.

21. Non esiste un'unica scelta giusta per salutare un animale

Alcune persone desiderano conservare l'urna in casa.

Altre preferiscono un cimitero.

Altre ancora scelgono una cremazione collettiva e conservano fotografie, collare o altri ricordi.

Qualcuno sente il bisogno di una targa.

Qualcun altro preferisce non avere un luogo fisico associato alla perdita.

Finché la gestione delle spoglie avviene nel rispetto delle norme applicabili, non esiste una forma di ricordo emotivamente superiore alle altre.

Il legame con l'animale non viene misurato dal tipo di funerale scelto.

22. Anche gli altri animali di casa possono percepire il cambiamento

Quando muore un animale che viveva insieme ad altri, cambia improvvisamente anche il loro ambiente.

Scompaiono odori.

Routine.

Interazioni.

Spazi condivisi.

Gli animali rimasti possono mostrare modificazioni del comportamento, dell'appetito o delle abitudini.

Non dobbiamo attribuire automaticamente ogni cambiamento a un “lutto” interpretato in termini umani, ma è corretto osservare attentamente il loro comportamento.

Se compaiono inappetenza persistente, forte abbattimento o altri sintomi, rivolgiamoci al veterinario.

La perdita cambia la casa anche per chi continua a viverci.

23. Conserviamo la documentazione importante

Dopo aver concluso le procedure può essere utile conservare:

certificazioni veterinarie;

documentazione relativa al decesso;

ricevute della cremazione o del conferimento;

documenti relativi all'urna, quando presenti;

comunicazioni riguardanti l'aggiornamento anagrafico.

Non perché dobbiamo trasformare il ricordo dell'animale in una pratica amministrativa.

Semplicemente perché alcune informazioni potrebbero essere necessarie successivamente.

Le discipline regionali sui cimiteri mostrano quanto identificazione delle spoglie, certificazioni e registrazioni possano essere parte integrante del sistema.

Concludere correttamente gli adempimenti evita problemi amministrativi dopo un momento già difficile.

24. L'ultimo gesto di responsabilità

Durante tutta la vita dell'animale abbiamo preso decisioni per lui.

Abbiamo scelto il cibo.

Le cure.

La casa.

Le persone alle quali affidarlo.

Il modo di proteggerlo.

Quando arriva la fine, rimane ancora un'ultima responsabilità: decidere come gestire le sue spoglie in modo dignitoso, sicuro e conforme alle regole.

La normativa europea consente agli Stati e alle autorità competenti di disciplinare anche il sotterramento degli animali da compagnia, mentre le norme territoriali italiane definiscono concretamente molte delle condizioni applicabili.

Questo è il motivo per cui una guida nazionale non dovrebbe promettere una procedura identica ovunque.

La scelta personale viene rispettata proprio quando viene inserita correttamente nelle regole sanitarie del territorio.

Prima di chiederti “Dove voglio che riposi?”, chiediti “Quali possibilità sono consentite nel luogo in cui mi trovo?”

Quando muore il nostro animale, è naturale pensare prima al saluto che vorremmo offrirgli.

Ma il percorso corretto comincia da una verifica.

Se la morte avviene in casa, contattiamo il veterinario e chiediamo quali procedure siano necessarie.

Se l'animale è registrato, verifichiamo come comunicare il decesso all'anagrafe competente.

Se scegliamo la cremazione, chiediamo chiaramente se sia individuale o collettiva e se sia prevista la restituzione delle ceneri.

Se desideriamo la sepoltura, non presumiamo che il semplice possesso di un terreno sia sufficiente. Il Regolamento europeo consente all'autorità competente di autorizzare il sotterramento degli animali da compagnia, mentre le condizioni concrete vengono definite attraverso la disciplina applicabile sul territorio.

Se esiste il sospetto di una malattia trasmissibile, seguiamo le indicazioni veterinarie prima di decidere qualsiasi destinazione delle spoglie.

Se troviamo un animale morto, segnaliamolo ai servizi competenti: potrebbe essere identificato e potrebbe esserci una famiglia che lo sta ancora cercando.

Sono procedure pratiche, ma dietro ciascuna rimane qualcosa di molto più importante.

Per anni abbiamo avuto la responsabilità di proteggere quell'animale quando era con noi.

Anche l'ultimo saluto può essere una forma di quella stessa cura.

Anche dopo la morte di un animale esistono responsabilità e procedure da rispettare: conoscere le possibilità disponibili permette di affrontare l'ultimo saluto nel rispetto della legge, della sicurezza sanitaria e del legame che abbiamo condiviso.

❤️ La responsabilità finisce con gli adempimenti. Il legame, invece, può continuare nel ricordo di tutto ciò che abbiamo vissuto insieme.

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