🩺 Salute e prevenzione
Vaccinazioni nel cane e nel gatto: cosa sapere
Vaccinare non significa seguire automaticamente lo stesso calendario per ogni animale: significa costruire, insieme al veterinario, una protezione adeguata all'età, alla storia sanitaria, allo stile di vita e al rischio individuale
AdottaCuccioli.it · Aggiornato il 13/09/2026 · 12 min di lettura

Le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più importanti della medicina veterinaria preventiva. Hanno contribuito a ridurre la diffusione e le conseguenze di diverse malattie infettive che possono essere gravi e, in alcuni casi, potenzialmente letali.
Ma quando arriva un cucciolo o un gattino in famiglia sorgono immediatamente molte domande.
Quali vaccini deve fare? Quando bisogna iniziare? Quante dosi servono? Un animale adulto deve continuare a essere vaccinato? Un gatto che vive esclusivamente in casa ha comunque bisogno dei vaccini? E cosa dobbiamo fare se abbiamo adottato un animale e non conosciamo la sua storia vaccinale?
La risposta più importante è che non esiste un unico calendario vaccinale valido indistintamente per tutti i cani e tutti i gatti.
Esistono vaccinazioni considerate fondamentali e altre la cui opportunità dipende dal rischio individuale. Età, vaccinazioni precedenti, ambiente, viaggi, convivenza con altri animali e condizioni di salute contribuiscono a determinare il programma più appropriato.
Per questo il calendario vaccinale deve essere stabilito con il veterinario e rivalutato nel corso della vita.
1. Che cosa fa un vaccino
Il sistema immunitario possiede la capacità di riconoscere determinati agenti infettivi e organizzare una risposta contro di essi.
La vaccinazione permette di preparare il sistema immunitario a riconoscere specifici agenti patogeni senza dover affrontare la malattia naturale nelle condizioni in cui normalmente si presenterebbe.
Quando successivamente l'animale entra in contatto con l'agente infettivo, il suo sistema immunitario dispone quindi di una preparazione specifica.
Questo non significa necessariamente che ogni vaccino garantisca in qualsiasi circostanza l'impossibilità assoluta di infettarsi. A seconda della malattia e del vaccino, l'obiettivo può comprendere la prevenzione dell'infezione, la riduzione della probabilità di sviluppare la malattia o la diminuzione della sua gravità e delle conseguenze.
Vaccinare significa preparare il sistema immunitario prima dell'incontro con la malattia.
2. Perché le vaccinazioni sono così importanti
Alcune malattie infettive possono avere conseguenze molto serie.
Nel cane, ad esempio, patologie come cimurro, parvovirosi e alcune forme di epatite infettiva possono essere particolarmente gravi.
Nel gatto esistono malattie come la panleucopenia felina e infezioni respiratorie sostenute da diversi agenti contro i quali la vaccinazione può rappresentare un'importante misura preventiva.
A queste si aggiungono vaccinazioni che possono essere indicate in determinate situazioni epidemiologiche o in base allo stile di vita dell'animale.
Prevenire una malattia infettiva è generalmente molto diverso dal doverla affrontare quando si è già sviluppata.
3. Vaccini core e vaccini non-core
Una distinzione importante è quella tra vaccinazioni core e non-core.
In termini generali, le vaccinazioni core sono quelle considerate fondamentali per la popolazione di riferimento sulla base della gravità e diffusione delle malattie dalle quali proteggono.
Le vaccinazioni non-core vengono invece valutate in relazione al rischio individuale.
Questo rischio può dipendere dall'area geografica, dallo stile di vita, dalla possibilità di contatto con altri animali, dai viaggi e da altre circostanze.
“Non-core” non significa quindi inutile o poco importante.
Per un determinato animale una vaccinazione non-core può diventare fortemente raccomandata proprio a causa del suo stile di vita.
La categoria del vaccino aiuta a prendere una decisione, ma è il profilo dell'animale a completarla.
4. I principali vaccini core nel cane
Tra le vaccinazioni fondamentali del cane rientra generalmente la protezione contro importanti malattie come cimurro, parvovirosi e adenovirus canino.
Esistono poi altre vaccinazioni che possono essere raccomandate in funzione del rischio, della zona geografica, dello stile di vita o delle normative applicabili.
La vaccinazione contro la rabbia merita un discorso specifico: la sua necessità può dipendere anche dalle disposizioni normative e dai viaggi che si intendono effettuare con l'animale.
Non dobbiamo quindi costruire autonomamente un elenco di vaccini da richiedere.
Il veterinario deve valutare quali protezioni siano appropriate per quel cane e in quel momento della sua vita.
5. I principali vaccini core nel gatto
Anche nel gatto esistono vaccinazioni considerate fondamentali.
La protezione di base riguarda generalmente agenti responsabili della panleucopenia felina e di importanti malattie respiratorie, tra cui herpesvirus felino e calicivirus felino.
Altre vaccinazioni vengono valutate in funzione del rischio individuale.
Un esempio importante è la vaccinazione contro il virus della leucemia felina (FeLV), la cui indicazione deve essere considerata in relazione all'età e alla possibilità di esposizione, secondo la valutazione veterinaria.
Anche per il gatto la vaccinazione antirabbica può diventare necessaria in determinate circostanze, per esempio in relazione ai viaggi e alle norme applicabili.
Essere un gatto non significa automaticamente avere lo stesso programma vaccinale di tutti gli altri gatti.
6. Perché cuccioli e gattini necessitano di particolare attenzione
Nelle prime fasi della vita esiste una situazione immunologica particolare.
Cuccioli e gattini possono ricevere dalla madre anticorpi che offrono una protezione temporanea. Questi anticorpi diminuiscono progressivamente, ma possono anche interferire con la risposta ad alcune vaccinazioni.
Il problema è che non possiamo sapere semplicemente osservando l'animale quando questa interferenza sarà sufficientemente ridotta.
È uno dei motivi per cui il primo programma vaccinale prevede generalmente più somministrazioni distribuite nel tempo, anziché una singola iniezione.
La serie vaccinale del giovane animale serve anche a gestire una fase nella quale la protezione immunitaria sta cambiando rapidamente.
7. Quando iniziano le vaccinazioni
Il momento esatto deve essere stabilito dal veterinario.
I protocolli moderni prevedono generalmente l'inizio delle vaccinazioni core durante le prime settimane di vita e successive somministrazioni a intervalli prestabiliti.
Non è però corretto trasformare questa indicazione generale in una data universale valida per qualsiasi animale.
Età al momento dell'adozione, vaccinazioni eventualmente già ricevute, condizioni sanitarie e storia dell'animale possono modificare il programma.
Il calendario deve partire dalla storia reale del cucciolo o del gattino, non da una tabella trovata online.
8. Perché una sola vaccinazione può non essere sufficiente nel giovane animale
Uno degli errori più frequenti è pensare:
“Ha fatto il vaccino, quindi è completamente protetto.”
Durante il primo ciclo, invece, la costruzione della risposta immunitaria richiede tempo e può necessitare di più somministrazioni.
La presenza degli anticorpi materni rappresenta una delle ragioni per cui il veterinario programma una serie vaccinale.
Questo significa anche che la prima dose non deve essere interpretata automaticamente come conclusione del percorso.
Se abbiamo appena adottato un cucciolo o un gattino, chiediamo sempre:
“Il ciclo è completo oppure ci sono altre vaccinazioni da effettuare?”
9. Non interrompiamo il primo ciclo senza parlarne con il veterinario
Ricevere una prima vaccinazione e poi dimenticare gli appuntamenti successivi può compromettere il programma preventivo che era stato impostato.
Quando il veterinario stabilisce le date successive, annotiamole immediatamente.
Se per qualche motivo non possiamo rispettare un appuntamento, contattiamo la struttura e chiediamo come procedere.
Non decidiamo autonomamente di ricominciare tutto da capo o di saltare una dose.
Un ritardo deve essere gestito sulla base del vaccino utilizzato, della storia precedente e delle indicazioni veterinarie.
10. Quando possiamo considerare concluso il primo ciclo?
Non utilizziamo una regola improvvisata basata soltanto sul numero delle iniezioni.
Il completamento della serie iniziale dipende dal protocollo utilizzato e dall'età alla quale vengono effettuate le somministrazioni.
Le linee guida veterinarie vengono inoltre aggiornate nel tempo sulla base delle conoscenze disponibili.
Per questo è importante che sia il veterinario a comunicarci chiaramente quando il primo percorso vaccinale può essere considerato completato e quale sarà il richiamo successivo.
Non contiamo semplicemente le punture: seguiamo il programma.
11. Cosa fare se non conosciamo la storia vaccinale
È una situazione frequente nelle adozioni.
Possiamo avere davanti un cane adulto trovato vagante, un gatto recuperato dalla strada oppure un animale del quale non disponiamo di documentazione sanitaria affidabile.
Non dobbiamo inventare la sua storia.
Diciamo chiaramente al veterinario:
“Non sappiamo se è stato vaccinato.”
Sulla base dell'età, delle condizioni cliniche e delle informazioni disponibili, il veterinario potrà stabilire il percorso appropriato.
Un ricordo vago come “mi hanno detto che forse aveva fatto qualcosa” non equivale a una documentazione vaccinale.
12. Il libretto sanitario è importante
Ogni vaccinazione effettuata deve essere correttamente documentata secondo le procedure previste.
Conserviamo quindi con attenzione il libretto sanitario e l'eventuale documentazione associata.
Prima di una nuova visita, portiamolo con noi.
Questo permette al veterinario di conoscere prodotti utilizzati, date delle somministrazioni e scadenze precedenti.
È particolarmente importante se cambiamo veterinario, ci trasferiamo oppure viaggiamo con l'animale.
La memoria può sbagliare; una documentazione sanitaria corretta permette di ricostruire il percorso.
13. I richiami non sono necessariamente tutti annuali
Per molto tempo l'idea di “vaccino annuale” è diventata quasi sinonimo di vaccinazione veterinaria.
In realtà non tutti i vaccini richiedono necessariamente la stessa frequenza di richiamo.
La durata della protezione e le raccomandazioni possono differire in base al vaccino, alla malattia e alla situazione individuale.
Alcune vaccinazioni possono prevedere intervalli più lunghi dopo il corretto completamento del programma iniziale, mentre altre possono richiedere richiami più frequenti.
La visita annuale e la vaccinazione annuale non sono necessariamente la stessa cosa.
14. Il richiamo serve a mantenere una protezione adeguata
Il sistema immunitario conserva memoria dell'esposizione agli antigeni vaccinali, ma la gestione della protezione nel tempo varia a seconda della vaccinazione.
Per questo vengono programmati richiami secondo intervalli specifici.
Non decidiamo autonomamente che, siccome il cane o il gatto “ha già fatto tanti vaccini”, non ne avrà più bisogno.
Allo stesso modo, non significa che ogni anno debba necessariamente ricevere esattamente gli stessi vaccini.
Il programma deve essere rivalutato nel tempo.
15. Un animale adulto deve continuare a essere vaccinato?
In generale, diventare adulti non significa perdere automaticamente la necessità della prevenzione vaccinale.
Il veterinario valuterà quali vaccinazioni debbano essere mantenute e con quale frequenza.
La decisione dipenderà dal tipo di vaccino, dal percorso precedente e dal rischio individuale.
Anche lo stile di vita può cambiare.
Un gatto precedentemente indoor potrebbe iniziare ad avere accesso all'esterno. Un cane potrebbe cominciare a viaggiare frequentemente o frequentare nuovi ambienti.
Il programma vaccinale deve seguire la vita dell'animale quando la vita dell'animale cambia.
16. E il cane o il gatto anziano?
L'età avanzata, da sola, non significa automaticamente che le vaccinazioni debbano essere sospese.
Anche un animale anziano può essere esposto a malattie infettive.
Allo stesso tempo, con l'avanzare dell'età possono comparire condizioni mediche che devono essere considerate nella pianificazione sanitaria.
Per questo il veterinario valuterà lo stato generale, la storia vaccinale e il rischio individuale prima di decidere come proseguire.
“È vecchio, quindi non deve più vaccinarsi” è una semplificazione che non tiene conto della situazione individuale.
17. Un gatto che vive sempre in casa deve vaccinarsi?
È una domanda molto frequente.
Vivere esclusivamente indoor può ridurre l'esposizione ad alcuni rischi, ma non significa automaticamente che ogni rischio infettivo scompaia.
Inoltre lo stile di vita può cambiare: fughe accidentali, introduzione di nuovi animali, ricoveri o altre circostanze possono modificare l'esposizione.
Per questo anche il gatto indoor deve avere un programma preventivo valutato dal veterinario.
La distinzione tra vaccinazioni core e quelle basate sul rischio permette proprio di adattare la prevenzione.
“Non esce mai” è un'informazione importante per il veterinario, non una decisione vaccinale già presa.
18. Le vaccinazioni non servono soltanto all'individuo
Quando una quota elevata della popolazione è adeguatamente protetta contro determinate malattie trasmissibili, può diminuire anche la possibilità che l'agente infettivo circoli facilmente.
La vaccinazione ha quindi anche una dimensione collettiva.
Questo è particolarmente importante per proteggere soggetti che, per ragioni mediche o altre condizioni specifiche, potrebbero non poter ricevere determinate vaccinazioni o potrebbero rispondere meno efficacemente.
La prevenzione individuale può contribuire anche alla protezione della popolazione animale.
19. Il veterinario deve valutare l'animale prima della vaccinazione
La vaccinazione è un atto sanitario e deve inserirsi all'interno di una valutazione veterinaria.
Prima della somministrazione il veterinario può raccogliere informazioni sullo stato dell'animale, sulla storia recente e su eventuali problemi di salute.
Se il cane o il gatto non sta bene, comunichiamolo.
Non nascondiamo vomito, diarrea, febbre riferita, forte abbattimento, terapie in corso o altri sintomi perché vogliamo “fare comunque il vaccino”.
Prima della vaccinazione è importante che il veterinario sappia come sta realmente l'animale.
20. Quali effetti possono comparire dopo una vaccinazione?
Come qualsiasi intervento medico, anche le vaccinazioni possono essere associate a effetti indesiderati.
Alcuni animali possono manifestare temporaneamente stanchezza, lieve dolorabilità nella zona della somministrazione o altri disturbi transitori.
Reazioni più importanti sono meno comuni, ma richiedono attenzione.
Prima di lasciare l'ambulatorio possiamo chiedere al veterinario quali manifestazioni siano prevedibili e quali invece debbano portarci a contattarlo.
Sapere cosa osservare permette di reagire correttamente senza minimizzare né allarmarsi inutilmente.
21. Quando dobbiamo contattare rapidamente il veterinario dopo un vaccino?
Se dopo la vaccinazione compaiono sintomi importanti o rapidamente progressivi, è necessario contattare il veterinario.
Difficoltà respiratoria, collasso, gonfiore marcato del muso o altre manifestazioni acute e importanti richiedono assistenza immediata.
Anche sintomi meno drammatici ma persistenti o che ci preoccupano devono essere riferiti.
Se abbiamo dubbi, è preferibile telefonare alla struttura e descrivere ciò che sta accadendo.
Una reazione sospetta non deve essere gestita autonomamente aspettando che peggiori.
22. Non somministriamo farmaci di nostra iniziativa
Se il cane o il gatto appare un po' dolorante o stanco dopo una vaccinazione, non utilizziamo farmaci presenti nel nostro armadietto.
Diversi medicinali destinati alle persone possono essere pericolosi o addirittura tossici per gli animali.
Lo stesso vale per farmaci veterinari avanzati da precedenti terapie: non significa che siano appropriati nella situazione attuale.
Se riteniamo necessario un trattamento, chiediamo al veterinario.
Dopo un vaccino, come in qualsiasi altra situazione, niente automedicazione.
23. Vaccinazione e viaggi
Se intendiamo viaggiare con il cane o il gatto, dobbiamo informarci con sufficiente anticipo.
Alcune destinazioni possono richiedere vaccinazioni specifiche, documentazione, identificazione mediante microchip e precise tempistiche.
La vaccinazione antirabbica riveste un ruolo particolarmente importante negli spostamenti internazionali e deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa applicabile.
Non organizziamo questi aspetti pochi giorni prima della partenza.
Quando si viaggia con un animale, la pianificazione sanitaria deve iniziare prima del viaggio.
24. Il calendario vaccinale deve essere rivalutato durante tutta la vita
Il programma stabilito quando l'animale era un cucciolo non deve necessariamente rimanere immutabile per quindici anni.
Cambiano età, salute, ambiente e abitudini.
Potremmo trasferirci. Potremmo iniziare a viaggiare. Potrebbe arrivare un altro animale. Un gatto potrebbe iniziare ad accedere all'esterno. Un cane potrebbe frequentare nuovi ambienti.
Durante i controlli periodici chiediamo quindi:
“Il programma vaccinale è ancora adeguato alla sua situazione attuale?”
È una domanda semplice, ma rappresenta perfettamente il concetto moderno di prevenzione.
Prima di chiederti “Quali vaccini deve fare?”, prova a farti una domanda più completa
“Da quali malattie deve essere protetto questo animale, considerando la sua età, la sua storia e la vita che conduce?”
È questa la logica che dovrebbe guidare la vaccinazione.
Non una lista identica per tutti.
Non un appuntamento automatico ogni dodici mesi senza sapere cosa viene somministrato.
E nemmeno l'idea opposta secondo cui un animale che vive in casa, è adulto o è anziano non abbia più bisogno di alcuna protezione.
La prevenzione efficace nasce dall'equilibrio tra evidenze scientifiche, rischio individuale e valutazione veterinaria.
Conserviamo la documentazione. Rispettiamo il primo ciclo del cucciolo o del gattino. Non dimentichiamo i richiami. Comunichiamo al veterinario eventuali cambiamenti nello stile di vita e chiediamo sempre quali vaccinazioni stiamo effettuando e perché.
Vaccinare responsabilmente non significa fare più vaccini possibile: significa utilizzare quelli appropriati, nel momento appropriato, per l'animale che abbiamo davanti.
❤️ Una piccola prevenzione oggi può proteggere molti anni di vita insieme domani.