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🩺 Salute e prevenzione

Farmaci e animali: perché il fai da te può essere pericoloso

Un farmaco sicuro per noi, o persino per un altro animale, non è automaticamente sicuro per il nostro cane o gatto: principio attivo, dose, specie, peso e condizioni di salute possono cambiare completamente efficacia e sicurezza

AdottaCuccioli.it · Aggiornato il 13/09/2026 · 10 min di lettura

#salute
Farmaci e animali: perché il fai da te può essere pericoloso

Quando un cane o un gatto sta male, il desiderio di aiutarlo immediatamente è naturale.

Ha dolore? In casa abbiamo un antidolorifico. Ha vomitato? Forse è rimasto un farmaco prescritto mesi fa. Ha un'infiammazione? Potremmo pensare di utilizzare qualcosa che aveva funzionato con un altro animale.

È proprio in questi momenti che una buona intenzione può trasformarsi in un rischio.

I medicinali non sono prodotti innocui. Ogni farmaco produce effetti sull'organismo e deve essere utilizzato conoscendo specie, peso, condizioni cliniche, dose, modalità e durata della somministrazione.

Cane, gatto e uomo non metabolizzano necessariamente le sostanze nello stesso modo. Persino tra due animali della stessa specie la terapia appropriata può essere diversa.

Per questo la regola fondamentale è semplice:

i farmaci non sono caramelle e una terapia non dovrebbe essere improvvisata.

1. Cane, gatto e uomo non sono piccoli organismi equivalenti

Può sembrare intuitivo pensare che un medicinale utilizzato normalmente dalle persone possa essere somministrato a un animale semplicemente riducendone la quantità.

Non funziona così.

Le diverse specie possono assorbire, trasformare ed eliminare i principi attivi in maniera differente.

Un farmaco ben tollerato dall'uomo può essere pericoloso per un cane o un gatto.

E un medicinale utilizzabile nel cane non è automaticamente sicuro nel gatto.

La differenza non è soltanto nella dimensione del corpo: è anche nel modo in cui l'organismo gestisce quella sostanza.

2. “Ne do soltanto un pezzettino” non rende un farmaco sicuro

Ridurre arbitrariamente una compressa non elimina il rischio.

Per alcuni medicinali anche quantità relativamente piccole possono essere problematiche.

Inoltre dividere una compressa senza conoscere il dosaggio necessario non significa somministrare una dose corretta.

La dose veterinaria viene stabilita considerando diversi elementi, tra cui principio attivo, peso, specie, indicazione terapeutica e condizioni del paziente.

Una piccola quantità del farmaco sbagliato rimane il farmaco sbagliato.

3. Attenzione agli antidolorifici e antinfiammatori umani

Tra i medicinali che possiamo avere facilmente in casa ci sono antidolorifici e antinfiammatori.

Proprio la loro familiarità può farli sembrare innocui.

Non lo sono.

Principi attivi utilizzati comunemente dalle persone, come ibuprofene, paracetamolo e altri analgesici o antinfiammatori, possono provocare intossicazioni negli animali a seconda della sostanza, della specie e della quantità assunta.

Il gatto presenta particolari vulnerabilità nei confronti di alcuni principi attivi.

Se cane o gatto sembra avere dolore, non apriamo il nostro armadietto dei medicinali.

Chiamiamo il veterinario.

4. Il paracetamolo merita particolare attenzione nel gatto

Il paracetamolo è presente in molte case e può essere percepito come un medicinale relativamente comune.

Nel gatto, però, può essere estremamente pericoloso.

L'organismo felino non metabolizza il principio attivo nello stesso modo dell'uomo e l'intossicazione può avere conseguenze molto gravi.

Non somministriamo quindi paracetamolo a un gatto se non nell'ambito di indicazioni veterinarie specifiche e professionali.

Se sospettiamo un'ingestione accidentale, contattiamo immediatamente il veterinario senza aspettare la comparsa dei sintomi.

5. Anche nel cane i farmaci umani non devono essere improvvisati

Il fatto che alcune molecole possano avere impiego anche in medicina veterinaria non significa che possiamo utilizzare autonomamente la formulazione che abbiamo in casa.

Dose, frequenza, formulazione, eventuali altre terapie e condizioni di salute possono modificarne sicurezza e appropriatezza.

Un animale con problemi renali, epatici, gastrointestinali o altre patologie può presentare rischi differenti.

“Questo principio attivo viene usato anche nei cani” non equivale a “posso darlo al mio cane”.

6. Un vecchio farmaco veterinario non è automaticamente la soluzione

Il medicinale era stato prescritto proprio a quel cane o a quel gatto.

Perché non riutilizzarlo?

Perché la situazione di oggi potrebbe non essere quella di allora.

Vomito, diarrea, dolore, prurito, tosse e altri sintomi possono avere cause differenti.

Anche peso, età, condizioni cliniche e terapie contemporanee potrebbero essere cambiati.

Inoltre il farmaco potrebbe essere scaduto o essere stato conservato in modo non corretto.

Una vecchia prescrizione appartiene a una vecchia situazione clinica.

7. Non utilizziamo la terapia prescritta a un altro animale

Due cani possono avere lo stesso sintomo e problemi completamente differenti.

Lo stesso vale per due gatti.

Persino quando la diagnosi sembra simile, dose e trattamento possono cambiare.

Utilizzare il farmaco del cane di un amico, dell'altro animale di casa o di un animale precedentemente curato significa somministrare una terapia senza sapere se sia appropriata.

I medicinali veterinari vengono prescritti al paziente, non al sintomo scritto sulla confezione.

8. Il peso è importante, ma non è l'unico elemento

Molti farmaci veterinari vengono dosati considerando il peso corporeo.

Questo può portarci a pensare che basti conoscere i chilogrammi dell'animale per calcolare autonomamente la quantità.

Non è così.

Il dosaggio può dipendere anche da specie, indicazione, formulazione, frequenza di somministrazione, età, funzionalità degli organi e altre terapie.

Alcuni medicinali hanno inoltre margini di sicurezza più ampi di altri.

Il calcolo matematico della dose non sostituisce la decisione clinica di utilizzare quel farmaco.

9. Anche la formulazione conta

Compresse, capsule, gocce, sciroppi, soluzioni iniettabili e prodotti topici non sono necessariamente intercambiabili.

La concentrazione del principio attivo può variare enormemente.

Due flaconi apparentemente simili possono contenere quantità molto diverse di farmaco per millilitro.

Anche gli eccipienti possono essere rilevanti.

Per questo non dobbiamo trasferire automaticamente una dose da una formulazione a un'altra.

Leggere soltanto il nome del principio attivo non basta: bisogna sapere esattamente quale prodotto si sta utilizzando.

10. Antibiotici: non sono una soluzione universale

Vomito, diarrea, tosse, secrezioni o una ferita non significano automaticamente che serva un antibiotico.

Gli antibiotici agiscono contro determinati batteri e devono essere utilizzati quando esiste un'indicazione appropriata.

Somministrarli inutilmente può provocare effetti indesiderati e contribuisce al problema dell'antibiotico-resistenza.

Non utilizziamo quindi antibiotici rimasti da una precedente terapia e non modifichiamo autonomamente dose o durata.

L'antibiotico giusto è quello utilizzato quando serve, per il problema corretto e secondo le indicazioni veterinarie.

11. Non interrompiamo una terapia soltanto perché l'animale sembra stare meglio

Dopo alcuni giorni di trattamento il cane torna a giocare oppure il gatto riprende a mangiare.

Potremmo pensare che il medicinale non serva più.

Non decidiamolo autonomamente.

La durata della terapia viene stabilita in funzione del farmaco e della condizione trattata.

Interrompere, prolungare o modificare il trattamento senza consultare il veterinario può comprometterne l'efficacia o aumentare i rischi.

Il miglioramento dei sintomi non significa automaticamente che sia arrivato il momento di sospendere il farmaco.

12. Non aumentiamo la dose perché “non sta funzionando”

Se non vediamo il risultato atteso, non somministriamo una quantità maggiore e non riduciamo arbitrariamente l'intervallo tra le dosi.

Potremmo superare il margine di sicurezza senza ottenere alcun beneficio.

Il mancato miglioramento può significare che occorre più tempo, che la diagnosi deve essere rivalutata o che il trattamento deve essere modificato.

Questa decisione spetta al veterinario.

Più farmaco non significa necessariamente più effetto: può significare soltanto più rischio.

13. Se dimentichiamo una dose, non raddoppiamo automaticamente la successiva

Può capitare di dimenticare una somministrazione.

La soluzione non è necessariamente dare una dose doppia alla somministrazione seguente.

Il comportamento corretto dipende dal medicinale, dalla frequenza e dal tempo trascorso.

Contattiamo il veterinario o seguiamo le istruzioni specifiche che ci sono state fornite.

Per terapie lunghe possiamo utilizzare sveglie, calendari o applicazioni per ridurre le dimenticanze.

Un errore nella terapia non deve essere corretto con un secondo errore.

14. Attenzione alle interazioni tra medicinali

Un farmaco può modificare gli effetti o i rischi di un altro.

Per questo il veterinario deve sapere quali medicinali sta assumendo l'animale.

Comunichiamo anche integratori, prodotti acquistati senza prescrizione e trattamenti utilizzati occasionalmente.

Non presumiamo che un prodotto sia irrilevante soltanto perché è “naturale”.

Prima di aggiungere qualcosa a una terapia già in corso, chiediamo.

Il veterinario deve conoscere l'intero trattamento, non soltanto il farmaco che ha prescritto lui.

15. “Naturale” non significa automaticamente innocuo

Estratti vegetali, oli essenziali, integratori e rimedi tradizionali contengono sostanze biologicamente attive.

Alcune possono essere inadatte agli animali o interagire con farmaci.

Anche in questo caso cane e gatto non devono essere considerati piccoli esseri umani.

Prestiamo particolare attenzione ai prodotti concentrati e a quelli applicati sulla pelle che possono essere successivamente ingeriti durante la toelettatura.

La sicurezza dipende dalla sostanza e dalla dose, non dalla parola “naturale” sulla confezione.

16. Anche i prodotti applicati sulla pelle possono essere pericolosi

Non dobbiamo pensare soltanto alle compresse.

Creme, gel, cerotti medicati, lozioni e altri prodotti topici possono rappresentare un rischio se l'animale li lecca o vi entra in contatto.

Un medicinale applicato sulla nostra pelle può essere trasferito al mantello dell'animale attraverso il contatto.

Anche alcuni prodotti veterinari destinati al cane possono essere pericolosi per il gatto.

Leggiamo sempre le indicazioni e chiediamo consiglio quando abbiamo dubbi.

“Uso esterno” non significa “nessun rischio di ingestione”.

17. Come somministrare correttamente una terapia prescritta

Quando il veterinario prescrive un farmaco, assicuriamoci di avere compreso bene le istruzioni.

Quanto dobbiamo somministrarne?

Quante volte al giorno?

A quali intervalli?

Per quanti giorni?

Deve essere dato con il cibo oppure lontano dai pasti?

Come deve essere conservato?

Cosa dobbiamo fare se l'animale vomita subito dopo?

Se qualcosa non è chiaro, chiediamo prima di iniziare.

Una prescrizione efficace deve essere anche compresa correttamente da chi dovrà seguirla a casa.

18. Non nascondiamo sempre il farmaco nel cibo senza verificare

Somministrare una compressa insieme all'alimento può essere molto pratico, ma non è sempre appropriato per ogni medicinale.

Alcuni farmaci devono essere somministrati secondo modalità specifiche.

Inoltre, se mescoliamo il medicinale in una ciotola intera e l'animale mangia soltanto metà pasto, potremmo non sapere quanta dose abbia realmente assunto.

Chiediamo quindi al veterinario quale metodo sia più indicato.

La modalità di somministrazione fa parte della terapia.

19. Segnaliamo gli effetti indesiderati

Durante una terapia osserviamo l'animale.

Vomito, diarrea, forte sonnolenza, agitazione, perdita dell'appetito, prurito, gonfiore o altri cambiamenti comparsi dopo l'inizio di un farmaco devono essere riferiti quando rilevanti.

Alcune reazioni possono essere lievi, altre richiedono un intervento rapido.

Non sospendiamo o modifichiamo automaticamente il trattamento senza indicazioni, salvo situazioni di emergenza nelle quali è necessario contattare immediatamente un veterinario.

Un effetto inatteso è un'informazione da comunicare, non da nascondere o gestire casualmente.

20. Cosa fare se l'animale ingerisce accidentalmente un farmaco

Se troviamo una confezione rotta, compresse mancanti o vediamo l'animale ingerire un medicinale, manteniamo la calma ma agiamo rapidamente.

Cerchiamo di identificare:

nome del prodotto, principio attivo, concentrazione, quantità presumibilmente ingerita e orario dell'ingestione.

Conserviamo confezione e blister.

Contattiamo subito il veterinario o il servizio competente indicato per le emergenze tossicologiche veterinarie.

Non aspettiamo necessariamente la comparsa dei sintomi.

In alcune intossicazioni intervenire prima che l'animale stia male può fare una grande differenza.

21. Non provochiamo il vomito di nostra iniziativa

Dopo un'ingestione accidentale può sembrare logico cercare immediatamente di far vomitare l'animale.

Non facciamolo senza una precisa indicazione professionale.

A seconda della sostanza, del tempo trascorso e delle condizioni dell'animale, provocare il vomito può essere inutile o pericoloso.

Non utilizziamo sale, acqua ossigenata o altri rimedi casalinghi.

Il veterinario stabilirà se e come sia opportuno intervenire.

Prima di tentare di eliminare una sostanza dall'organismo dobbiamo sapere se quella procedura è sicura.

22. Conserviamo i medicinali come se in casa ci fosse un bambino piccolo

Flaconi, blister e scatole non dovrebbero essere lasciati su tavoli, comodini o borse facilmente raggiungibili.

Alcuni cani possono mordere confezioni e ingerire numerose compresse in pochi secondi.

I gatti possono entrare in armadi o spostare piccoli oggetti.

Conserviamo i farmaci in un luogo chiuso, asciutto e appropriato secondo le indicazioni del produttore.

Non dimentichiamo medicinali nelle borse degli ospiti o sul piano della cucina.

La migliore intossicazione da farmaci è quella che riusciamo a impedire.

23. Conserviamo confezione ed etichetta originali

Trasferire compresse in contenitori anonimi può creare confusione.

La confezione originale contiene informazioni importanti: nome, principio attivo, concentrazione, scadenza, lotto e modalità di conservazione.

Questi dati diventano ancora più preziosi in caso di errore o ingestione accidentale.

Controlliamo periodicamente le scadenze e smaltiamo i medicinali non più utilizzabili attraverso i canali appropriati.

Sapere esattamente cosa abbiamo in mano è una parte della sicurezza.

24. Una terapia è un lavoro di squadra

Il veterinario prescrive il trattamento, ma gran parte della terapia viene eseguita a casa.

Per questo la comunicazione è fondamentale.

Se non riusciamo a somministrare una compressa, diciamolo.

Se l'animale vomita ogni volta dopo il farmaco, segnaliamolo.

Se abbiamo sbagliato una dose, non nascondiamolo per imbarazzo.

Se il costo, gli orari o le modalità della terapia rendono difficile seguirla, parliamone.

Il veterinario può valutare eventuali alternative quando disponibili.

Una terapia che sulla carta è perfetta ma che a casa non riusciamo a seguire ha bisogno di essere ridiscussa.

Prima di chiederti “Cosa posso dargli?”, prova a farti una domanda più importante

“So davvero se questo farmaco è sicuro e appropriato per questo animale, in questa situazione e a questa dose?”

Se la risposta non è certa, non improvvisiamo.

Non utilizziamo medicinali umani perché sono già presenti in casa.

Non riutilizziamo automaticamente farmaci veterinari avanzati.

Non aumentiamo, riduciamo, interrompiamo o prolunghiamo una terapia senza confrontarci con il veterinario.

Conserviamo correttamente i medicinali e teniamoli fuori dalla portata degli animali.

In caso di ingestione accidentale raccogliamo rapidamente tutte le informazioni possibili e chiediamo assistenza professionale.

Perché quando parliamo di farmaci, una delle forme più importanti di cura è sapere quando non somministrare nulla di propria iniziativa.

Un farmaco può curare quando viene utilizzato correttamente e può diventare pericoloso quando viene utilizzato senza conoscere indicazione, dose e paziente: la differenza la fanno competenza e prescrizione.

❤️ Proteggerli significa anche resistere alla tentazione di improvvisare: a volte la scelta più sicura è fermarsi, chiedere e poi agire correttamente.

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