🐱 Gatti
Gestire alcuni comportamenti problematici: graffi, marcature, eliminazioni inappropriate e aggressività
Quando un gatto manifesta un comportamento difficile, la domanda più utile non è “Come faccio a farlo smettere?”, ma “Perché lo sta facendo?”
AdottaCuccioli.it · Aggiornato il 13/09/2026 · 11 min di lettura

Graffia il divano. Urina contro una parete. Fa i bisogni fuori dalla lettiera. Soffia, graffia o morde quando qualcuno cerca di avvicinarsi.
Sono comportamenti che possono rendere difficile la convivenza e che, comprensibilmente, preoccupano o esasperano chi vive con il gatto. Ma considerarli semplicemente “dispetti” o comportamenti da correggere rischia di portarci nella direzione sbagliata.
Il gatto non ragiona secondo le nostre regole domestiche. Molti comportamenti che per noi rappresentano un problema hanno una funzione precisa per lui; altri possono comparire in risposta a paura, stress, conflitti ambientali o persino dolore e malattie.
Per questo non esiste una soluzione unica.
Prima di intervenire dobbiamo identificare il comportamento, comprenderne il contesto, escludere eventuali problemi medici e modificare ciò che lo favorisce.
1. Un comportamento problematico non è necessariamente un comportamento anormale
Graffiare è normale.
Marcare il territorio fa parte del repertorio comunicativo del gatto.
Soffiare quando si sente minacciato è normale.
Difendersi quando prova dolore può essere normale.
Il problema nasce quando questi comportamenti entrano in conflitto con la vita domestica oppure quando compaiono con intensità o frequenza tali da indicare che qualcosa non sta funzionando.
Questa distinzione è fondamentale perché modifica il nostro obiettivo.
Non dobbiamo eliminare un bisogno naturale. Dobbiamo offrirgli un modo appropriato di esprimerlo.
2. Il gatto non fa i dispetti
È una delle interpretazioni più diffuse.
“Ha fatto pipì sul letto perché l'ho lasciato solo.”
“Ha graffiato il divano perché l'ho rimproverato.”
“Sa che non deve farlo.”
Attribuire intenzioni di vendetta al gatto rischia di impedirci di cercare la vera causa.
Un comportamento può essere collegato a stress, preferenze ambientali, marcatura, gestione delle risorse, problemi con la lettiera, paura, dolore o numerosi altri fattori.
Il comportamento è un'informazione, non una vendetta.
3. Graffiare è un comportamento naturale
Quando un gatto utilizza le unghie su una superficie non sta semplicemente cercando di rovinarla.
Graffiare svolge diverse funzioni. Permette di utilizzare e mantenere gli artigli, allungare il corpo e lasciare segnali visivi e olfattivi.
Per questo cercare semplicemente di impedirgli di graffiare è poco realistico.
La domanda corretta è:
“Dove voglio che possa farlo?”
La soluzione passa quindi dalla disponibilità di superfici appropriate.
4. Il tiragraffi deve essere adatto al gatto, non soltanto alla casa
Un piccolo tiragraffi instabile nascosto in un angolo potrebbe essere ignorato mentre il divano continua a essere utilizzato ogni giorno.
Osserviamo come graffia il nostro gatto.
Preferisce superfici verticali oppure orizzontali? Quale materiale utilizza? Gli piace allungarsi completamente? Dove tende a graffiare?
Un tiragraffi verticale dovrebbe essere sufficientemente alto e stabile da permettere al gatto di distendersi senza far oscillare la struttura.
In molti casi è utile offrire più possibilità.
Il tiragraffi migliore è quello che soddisfa le preferenze del gatto abbastanza bene da competere con il mobile che ha già scelto.
5. Anche la posizione del tiragraffi è importante
Possiamo acquistare un ottimo tiragraffi e renderlo quasi inutile posizionandolo nel posto sbagliato.
Se il gatto graffia sistematicamente un lato del divano, possiamo inizialmente collocare una superficie appropriata proprio vicino a quel punto.
Altri luoghi interessanti possono essere le zone di passaggio, quelle nelle quali il gatto trascorre molto tempo o vicino ai luoghi di riposo.
Quando utilizza il tiragraffi possiamo favorire quell'abitudine con esperienze positive.
Prima di chiedere al gatto di cambiare posto, rendiamo conveniente la nuova alternativa.
6. Punire il gatto perché graffia può peggiorare la relazione
Urlare, spruzzare acqua o spaventarlo può interrompere momentaneamente il comportamento, soprattutto quando siamo presenti.
Ma non gli insegna necessariamente dove dovrebbe graffiare.
Potrebbe semplicemente imparare che è pericoloso farlo davanti a noi.
La strategia più efficace consiste nel proteggere temporaneamente le superfici che vogliamo preservare e contemporaneamente offrire alternative adeguate.
Non basta dire “no”: dobbiamo creare un “sì” che abbia senso per il gatto.
7. Marcatura urinaria ed eliminazione fuori dalla lettiera non sono la stessa cosa
Questa distinzione è molto importante.
Nella marcatura urinaria il gatto deposita generalmente una quantità relativamente piccola di urina con una modalità comunicativa, spesso su superfici verticali.
Nell'eliminazione fuori dalla lettiera, invece, il gatto utilizza un luogo diverso dalla cassetta per urinare o defecare.
Le due situazioni possono avere cause differenti e richiedono quindi valutazioni differenti.
Non basta dire: “Fa pipì in casa.”
Dobbiamo osservare come, dove, quando e in quale contesto avviene.
8. La marcatura può essere collegata all'ambiente sociale
La presenza di altri gatti, cambiamenti territoriali, nuovi animali, tensioni nella convivenza o modifiche importanti dell'ambiente possono contribuire alla comparsa della marcatura.
Anche la presenza di gatti all'esterno, visibili attraverso finestre o porte, può essere rilevante in alcuni casi.
Non significa che ogni marcatura sia automaticamente provocata dallo stress.
Dobbiamo analizzare il contesto complessivo e considerare anche eventuali cause mediche.
Per ridurre una marcatura dobbiamo capire quale funzione sta svolgendo in quella specifica situazione.
9. Sterilizzazione e marcatura
Gli ormoni sessuali possono avere un ruolo nella marcatura urinaria, soprattutto negli animali non sterilizzati.
La sterilizzazione può quindi ridurre determinati comportamenti legati alla riproduzione, ma non rappresenta una garanzia assoluta contro ogni forma di marcatura.
Un gatto sterilizzato può comunque marcare, soprattutto quando intervengono fattori ambientali o sociali.
Se il comportamento compare o persiste, dobbiamo comunque indagarne le cause.
Non riduciamo un comportamento complesso a una sola spiegazione.
10. Quando il gatto elimina fuori dalla lettiera, partiamo dalla salute
Se un gatto che utilizzava normalmente la lettiera comincia improvvisamente a urinare o defecare altrove, la prima ipotesi non dovrebbe essere il dispetto.
Diversi problemi medici possono modificare il comportamento eliminatorio.
Dolore, disturbi urinari, gastrointestinali o difficoltà motorie possono rendere l'utilizzo della lettiera differente o sgradevole.
Una valutazione veterinaria è particolarmente importante quando il cambiamento è improvviso, frequente o accompagnato da altri sintomi.
Prima di correggere il comportamento dobbiamo assicurarci che il gatto non stia cercando di comunicarci un problema fisico.
11. Le difficoltà urinarie possono essere un'emergenza
Questo punto merita particolare attenzione.
Un gatto che entra ripetutamente nella lettiera, si sforza di urinare, produce pochissima urina o non riesce a produrla, vocalizza, appare dolorante o mostra altri segni di malessere deve essere valutato rapidamente dal veterinario.
L'incapacità di urinare può rappresentare un'emergenza, soprattutto nel gatto maschio.
Non aspettiamo il giorno successivo pensando che sia soltanto un problema comportamentale.
Quando il gatto prova a urinare ma non ci riesce, la priorità non è la lettiera: è il veterinario.
12. Controlliamo la lettiera dal punto di vista del gatto
Una volta considerate le possibili cause mediche, analizziamo l'ambiente.
La lettiera è sufficientemente grande?
È pulita?
Il substrato è gradito?
Abbiamo cambiato improvvisamente sabbia?
È stata spostata?
Si trova accanto a un elettrodomestico rumoroso?
Un altro animale può bloccarne l'accesso?
Il gatto deve attraversare una zona che considera poco sicura?
La cassetta ha caratteristiche che non gradisce?
Una lettiera presente in casa non è necessariamente una lettiera che il gatto considera utilizzabile.
13. Il numero e la distribuzione delle lettiere contano
Nelle case con più gatti è particolarmente importante evitare che l'accesso alla toilette diventi una risorsa contesa.
Come riferimento pratico viene spesso utilizzata la regola di una lettiera per gatto più una aggiuntiva, quando gli spazi lo consentono.
Ma la distribuzione è altrettanto importante.
Tre cassette tutte affiancate nello stesso punto non offrono le stesse possibilità di tre postazioni collocate strategicamente in aree differenti.
Più possibilità di scelta possono ridurre la dipendenza da una singola risorsa.
14. Puliamo correttamente le zone sporcate
Quando un gatto urina fuori dalla lettiera, l'odore residuo può contribuire al riutilizzo della stessa zona.
È quindi importante pulire accuratamente con prodotti appropriati per la rimozione degli odori organici, seguendo le indicazioni del prodotto e verificandone la sicurezza per gli animali.
Evitiamo di trasformare la pulizia in una punizione per il gatto.
Non portiamolo davanti alla zona sporcata e non rimproveriamolo.
Pulire serve a gestire l'ambiente, non a insegnare una lezione.
15. L'aggressività è una categoria molto ampia
Dire “il mio gatto è aggressivo” ci dice pochissimo.
Quando succede?
Verso chi?
Durante le carezze?
Quando viene preso in braccio?
Davanti a un altro gatto?
Durante il gioco?
Quando qualcuno si avvicina al cibo?
Dopo un rumore improvviso?
Quando viene toccato in una determinata zona?
Comportamenti apparentemente simili possono avere motivazioni completamente differenti.
Prima di cercare una soluzione dobbiamo descrivere con precisione ciò che accade.
16. Paura e difesa possono sembrare aggressività
Un gatto che soffia, colpisce con una zampa o morde potrebbe stare cercando soprattutto di aumentare la distanza da qualcosa che lo spaventa.
Se ignoriamo i segnali precedenti e continuiamo ad avvicinarci, il gatto può arrivare a utilizzare comportamenti più intensi.
In queste situazioni punirlo può aumentare ulteriormente la paura.
È più utile identificare ciò che lo mette in difficoltà e gestire distanza e ambiente.
Un comportamento difensivo non significa necessariamente che il gatto voglia cercare lo scontro.
17. Anche il dolore può modificare improvvisamente il comportamento
Un gatto che è sempre stato tranquillo e improvvisamente graffia o morde quando viene toccato merita attenzione.
Potrebbe provare dolore.
Lo stesso vale per un animale che smette improvvisamente di tollerare di essere preso in braccio, evita determinate posizioni o reagisce quando tocchiamo una specifica parte del corpo.
Non attribuiamo automaticamente questi cambiamenti all'età o al carattere.
Un cambiamento improvviso del comportamento può essere uno dei primi segnali di un problema medico.
18. Attenzione alla sovrastimolazione durante le carezze
Un gatto può cercare spontaneamente il contatto e, dopo un certo periodo, non desiderarlo più.
Prima di mordere o colpire potrebbe muovere maggiormente la coda, irrigidirsi, modificare la posizione delle orecchie, girarsi verso la nostra mano o tentare di allontanarsi.
Se continuiamo, la risposta può diventare più evidente.
Imparare a interrompere prima significa rispettare il limite del gatto e ridurre il conflitto.
Il fatto che abbia chiesto una carezza non significa che abbia chiesto carezze senza fine.
19. Il gioco con mani e piedi può creare problemi
Un gattino che attacca le dita può sembrare divertente.
Quando cresce, lo stesso comportamento può diventare doloroso.
Per questo mani e piedi non dovrebbero diventare abitualmente le “prede” del gioco.
Utilizziamo giochi appropriati che permettano al gatto di inseguire, afferrare e colpire mantenendo una distanza dal nostro corpo.
Se attacca le mani durante il gioco, evitiamo di trasformare la situazione in una lotta ancora più eccitante.
Ciò che insegniamo durante i primi mesi può diventare parte delle abitudini dell'adulto.
20. L'ambiente può prevenire molti problemi
Una casa povera di opportunità può rendere più difficile soddisfare alcuni bisogni naturali.
Il gatto dovrebbe poter disporre di tiragraffi, luoghi sopraelevati, nascondigli, possibilità di gioco, punti di osservazione, zone di riposo e risorse adeguatamente distribuite.
Questo diventa ancora più importante nelle case con più gatti.
Arricchimento ambientale non significa comprare continuamente nuovi oggetti. Significa organizzare lo spazio affinché il gatto possa scegliere, esplorare e utilizzare comportamenti appropriati.
Molti problemi si gestiscono meglio quando smettiamo di concentrarci soltanto sul comportamento indesiderato e iniziamo a modificare l'ambiente nel quale compare.
21. La punizione può nascondere il problema senza risolverlo
Spruzzare acqua, urlare, colpire, inseguire o spaventare intenzionalmente il gatto può interrompere un comportamento nell'immediato.
Ma non necessariamente modifica la causa che lo produce.
Inoltre può aumentare stress e paura e compromettere il rapporto con le persone.
Un gatto può semplicemente imparare a non eseguire quel comportamento quando siamo presenti oppure iniziare ad associarci a esperienze negative.
La domanda non dovrebbe essere “Come lo punisco quando sbaglia?”, ma “Quale alternativa posso rendere più facile e vantaggiosa?”
22. Premiamo ciò che vogliamo vedere più spesso
La gestione non consiste soltanto nell'impedire comportamenti indesiderati.
Possiamo anche favorire quelli appropriati.
Il gatto utilizza il tiragraffi? Possiamo associare quell'area a esperienze positive.
Rimane tranquillo mentre passa un altro animale? Possiamo rinforzare quella calma.
Utilizza correttamente una nuova risorsa? Rendiamola facilmente accessibile e piacevole.
Il rinforzo deve essere adattato al singolo gatto: non tutti attribuiscono lo stesso valore a cibo, gioco o interazione.
Costruire un comportamento alternativo è spesso più efficace che combattere continuamente quello indesiderato.
23. Cerchiamo gli schemi, non soltanto gli episodi
Un piccolo diario può essere sorprendentemente utile.
Annotiamo quando compare il comportamento, cosa stava accadendo prima, chi era presente, dove si trovava il gatto e cosa è successo immediatamente dopo.
Potremmo scoprire che gli episodi avvengono sempre vicino a una determinata finestra, durante le carezze, dopo l'incontro con un altro gatto o in particolari momenti della giornata.
Questi schemi possono fornire informazioni importanti anche al veterinario o al professionista che ci aiuterà.
Per capire un comportamento dobbiamo osservare anche ciò che accade prima e dopo.
24. Quando serve un professionista, chiediamo aiuto senza aspettare troppo
Non tutti i problemi possono essere risolti modificando semplicemente la posizione di una lettiera o acquistando un nuovo tiragraffi.
Comportamenti aggressivi frequenti o intensi, marcature persistenti, eliminazioni inappropriate ricorrenti, forte paura o conflitti importanti tra animali possono richiedere una valutazione approfondita.
Il veterinario rappresenta il primo riferimento per escludere o trattare eventuali cause mediche.
Quando necessario, può essere opportuno coinvolgere anche un professionista qualificato nel comportamento felino.
Chiedere aiuto presto può evitare che un problema diventi più difficile da gestire nel tempo.
Prima di chiederti “Come faccio a impedirgli di farlo?”, prova a farti un'altra domanda
“Che cosa sta cercando di ottenere, evitare o comunicare attraverso questo comportamento?”
Questa domanda cambia completamente il nostro approccio.
Se graffia il divano, possiamo offrirgli una superficie più adatta nel punto giusto.
Se urina fuori dalla lettiera, possiamo controllare prima la salute e poi analizzare cassetta, substrato, posizione, pulizia e ambiente.
Se marca, possiamo cercare possibili fonti di tensione.
Se soffia o morde, possiamo osservare cosa accade immediatamente prima e chiederci se sta provando paura, dolore, sovrastimolazione o bisogno di distanza.
Non significa che dobbiamo accettare qualsiasi comportamento senza intervenire.
Significa intervenire sulla causa e non soltanto sulla conseguenza.
Un gatto non ha bisogno che gli venga spiegato che il divano è costoso o che urinare sul tappeto è socialmente inaccettabile. Ha bisogno di un ambiente nel quale i suoi bisogni possano trovare risposte compatibili con la vita domestica.
Comprendere un comportamento non significa giustificarlo o ignorarlo: significa ottenere le informazioni necessarie per poterlo gestire davvero.
❤️ Meno punizioni, più osservazione: comprendere la causa è il primo passo verso una convivenza più serena.